L'astaxantina è un carotenoide (viene dalle microalghe e dà il colore rosa ai salmoni) ed è pura Forza bruta.
1. ha un Potere antiossidante incredibilmente più potente dei suoi "parenti":
- 6.000 volte più potente della Vitamina C.
- 800 volte più potente del CoQ10.
- 550 volte più potente della Vitamina E.
- 6.000 volte più potente della Vitamina C.
- 800 volte più potente del CoQ10.
- 550 volte più potente della Vitamina E.
2. Fa da "scudo transmembrana"
A differenza della Vitamina C (che sta fuori dalla
cellula) o della Vitamina E (che sta solo dentro il grasso della membrana),
l'astaxantina è una molecola lunga che attraversa interamente la membrana
cellulare.- Protegge sia l'interno che
l'esterno della cellula contemporaneamente.
- È come avere un'armatura che
copre sia il petto che la schiena.
A differenza della Vitamina C (che sta fuori dalla cellula) o della Vitamina E (che sta solo dentro il grasso della membrana), l'astaxantina è una molecola lunga che attraversa interamente la membrana cellulare.
- Protegge sia l'interno che l'esterno della cellula contemporaneamente.
- È come avere un'armatura che copre sia il petto che la schiena.
3. Non diventa mai un "Pro-ossidante"
Questa è la caratteristica più rara. Molti
antiossidanti (come la Vitamina C o il Beta-carotene), dopo aver neutralizzato
un radicale libero, possono a loro volta diventare instabili e
"pericolosi". L'astaxantina invece non diventa mai pro-ossidante.
Una volta catturato il radicale, rimane stabile e sicura.
Questa è la caratteristica più rara. Molti antiossidanti (come la Vitamina C o il Beta-carotene), dopo aver neutralizzato un radicale libero, possono a loro volta diventare instabili e "pericolosi". L'astaxantina invece non diventa mai pro-ossidante. Una volta catturato il radicale, rimane stabile e sicura.
Sono almeno 5 anni che sento decantare l'Astaxantina in questo modo e quindi non dovremmo più usare la vitamina C?
- SUPPORTA IL SISTEMA IMMUNITARIO.
- La vitamina C può contribuire alla degradazione dell’istamina e per questo viene talvolta descritta come un “blando antistaminico naturale”. Alcuni studi hanno valutato dosi elevate, molto superiori all’assunzione quotidiana raccomandata, ma queste quantità devono essere considerate solo in contesti clinici controllati. L’effetto rimane comunque modesto e non sostituisce i farmaci antistaminici.
- PARTECIPA ALLA CREAZIONE DEL COLLAGENE
- FAVORISCE LA CONVERSIONE DEL FERRO CONTENUTO NEI VEGETALI RENDENDOLO BIODISPONIBILE, QUINDI FONDAMENTALE PER I VEGANI.
Approfondiamo:
Ferro non‑eme: cos’è, dove si trova e come migliorarne l’assorbimento
Il ferro non‑eme (o non emico) è la forma di ferro inorganico presente negli alimenti vegetali, nelle uova e nei latticini. Costituisce quasi il 100% del ferro nella dieta vegana e circa il 60% del ferro totale in un’alimentazione onnivora. Ha una biodisponibilità inferiore (2–20%) rispetto al ferro eme, ma può essere assorbito molto meglio se inserito in un contesto alimentare favorevole.
Fonti principali di ferro non‑eme
Legumi: lenticchie, ceci, fagioli
Verdure a foglia verde: spinaci, bietole, cavolo riccio
Cereali integrali
Frutta secca e semi
Cioccolato fondente
Uova
Assorbimento: perché è più basso
Il ferro non‑eme è meno solubile e il suo assorbimento è influenzato da vari componenti della dieta. Si trova spesso nella forma ferrica (Fe³⁺), che l’intestino assorbe con difficoltà. Per essere assimilato in modo efficace deve essere convertito nella forma ferrosa (Fe²⁺), molto più biodisponibile.
Come aumentare l’assorbimento
Potenziatori
Favoriscono la conversione da Fe³⁺ → Fe²⁺ e quindi l’assimilazione:
Vitamina C (agrumi, kiwi, fragole, peperoni)
Ambiente acido, che facilita la riduzione del ferro alla forma ferrosa
Inibitori
Riducono l’assorbimento se consumati insieme a cibi ricchi di ferro:
Tannini (tè, caffè)
Fitati (cereali integrali, legumi non trattati)
Calcio (latticini, integratori)
Strategie pratiche
Abbina sempre una fonte di vitamina C ai pasti ricchi di ferro vegetale.
Usa ammollo, germinazione e fermentazione per ridurre i fitati.
Evita tè, caffè e latticini durante i pasti ricchi di ferro.
Differenze rispetto al ferro eme
Biodisponibilità: il ferro non‑eme è assorbito meno facilmente, ma il corpo ne regola meglio l’ingresso.
Stato chimico: non è legato all’emoglobina ed è spesso presente come Fe³⁺, che deve essere convertito in Fe²⁺ per essere assorbito in modo efficiente.