Tutto ha inizio con Guido d'Arezzo, che, intorno all'XI secolo, inventa il pentagramma e le sette note, codificando la musica per la prima volta.
Da lì, nel Rinascimento, nascono il mottetto e il madrigale, basati sulla voce e lievi cenni musicali.
Il mottetto nasce come musica sacra, con testi religiosi, mentre il madrigale è profano, legato a sentimenti, natura o amore.
Però, col tempo, alcuni brani hanno iniziato a mescolarsi, lo testimonia il fatto che Giorgio Mainerio (Parmeggiano Maestro di Capella della S. Chiesa d'Aquilegia) scrisse "Il primo libro de' balli accomodati per cantar et sonar d'ogni sorte de instromenti" stampato da Angelo Gardano a Venezia nel 1578.
Con Monteverdi, questa fusione tra canto e musica si trasforma nell'opera, aprendo le porte alla musica barocca, e quindi alla musica moderna.
Già prima di Monteverdi c'era questa contaminazione tra musica e canto, ma è proprio lui che, con le sue opere, ha dato forma e dignità a questo legame, elevando la musica a una nuova espressività drammatica.
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