giovedì 4 luglio 2013

Il modo migliore per imparare è insegnare

Se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio capisco”. (Confucio)

E... se capisco imparo. Il pragmatismo è alla base della filosofia cinese ma anche di quella anglosassone: Hume, Locke e Berkeley.


Nel mio piccolo vado sostenendo da sempre che il modo migliore per imparare è insegnare. Basta aiutare i figli a fare i compiti per trasformare vecchi argomenti barbosi in concetti interessanti (anche i libri sono migliorati). Ma me ne ero già accorto quando impartivo piccole ripetizioni di francese, ragioneria o di matematica. Tante cose, prima, le avevo assimilate male o nozionisticamente poi concetti e formule all'improvviso acquisivano un senso che mi era sempre sfuggito.


Purtroppo noi italiani siamo ignoranti*, quindi riusciamo a seguire bene i ragazzi fino alle elementari, poi -già alle medie- quando seguiamo i ragazzi diventiamo nervosi,  il nostro nervosismo abbinato al periodo preadolescenziale dei ragazzi moltiplica i problemi, invece di risolverli.

Spiegando questo semplice concetto sono giunto alla conclusione che la sbandierata ottima scuola elementare italiana altro non è se non lo specchio dell'aiuto della famiglia italiana ai propri figli. Che oggi non sono quasi mai più di uno massimo due. Quindi facilmente seguibili. Ma senza arrivare al liceo, già alle medie la scuola italiana precipita nel terzo mondo, specie quelle delle periferie delle grandi città.  Perché i genitori, mediamente, non hanno più le capacità per seguire i pargoli.

Insegnare è molto più facile che EDUCARE perché per insegnare basta sapere, per EDUCARE bisogna ESSERE. 
In Italia c'è un disperato bisogno di EDUCATORI, dei MAESTRI DI VITA che trasmettano VALORI.

*Per ignoranti intendo dire inferiori alla media OCSE:
http://www.linkiesta.it/test-pisa-italia-ocse

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