A fine anni '70, tutte le domeniche di mattina, mi pare su RAI2, teneva delle brevi lezioncine di cibernetica, ingegneria linguistica e cinesica. Mi sembra di ricordare che la trasmissione si chiamasse "l'hobby del pensiero".
Era una sagoma e da gran furbone conosceva tutte le dinamiche della comunicazione.
Ceccato spiegava il percorso del nostro cervello davanti ad una persona: gli occhi, i capelli, la bocca, il vestito.
Anche davanti ad un oggetto il nostro intelletto indaga a caccia di somiglianze e diversità con le altre cose, quadri, statue, architetture, vesti elaborate.
La sua calata aveva una fortissima inflessione veneta e come tutti gli intellettuali di quella regione parlava abitualmente in veneziano.
Comprai un suo libro: "Ingegneria della felicità" Rizzoli, Milano, 1985.
Di quella lettura mi rimase un solo concetto fondamentale:
- CHI DICE SPESSO PERO' E MA, IL CUORE CONTENTO NON HA
- Non è stato forse detto: se non hai un amico che ti avvisi dei tuoi difetti, paga un nemico affinché lo faccia?
- Dopo un breve disappunto ci rendiamo conto che nessuna gioia è più grande del sentire la propria mente che si espande.
Le parole, più che importanti, sono fondamentali.
Il mantra che recitiamo ogni giorno nella nostra testa condiziona i nostri rapporti cogli altri e la nostra salute.
PER QUESTO BISOGNA PENSARE "FELICE".
Attenzione, PENSARE non basta, perché come dico sempre IL PENSIERO E' CONTRARIO ALL'AZIONE bisogna poi AGIRE di conseguenza, vedi l'interessantissimo articolo.
Non basta pensare positivo, Per essere felici, BISOGNA AGIRE
Il confronto Ceccato - Veronelli
Il dialogo (e lo scontro filosofico) con Luigi Veronelli è emblematizzato
da questo corto circuito intellettuale:
Veronelli cercava la "purezza" dell'origine, la tipicità, il
legame viscerale e quasi sacro tra la terra, il contadino e il prodotto (il terroir,
l'espressione incontaminata della natura).
Ceccato smontava questo mito alla radice: rispondeva che la natura è una
categoria mentale, e che tutto ciò che mangiamo è puro artificio. Dalla
selezione delle sementi al condimento, dalla fermentazione del vino fino alle
tecniche di cottura, l'uomo non fa altro che applicare "operazioni"
per trasformare ciò che in origine gli sarebbe estraneo o persino ostile.
"Tutto è artificiale": la lezione di Ceccato
Per Ceccato, l'idea di "cibo naturale" era una vera e propria
illusione concettuale:
La mela o il grano non sono nati per l'uomo: Le piante producono frutti o
semi per la propria riproduzione, non per sfamare l'essere umano. È stato
l'uomo, con millenni di modificazioni e tecnologia (l'agricoltura), ad piegare
quegli organismi alle proprie esigenze.
Il cibo come costrutto culturale e tecnologico: Persino il gesto di cuocere
o unire due ingredienti è un atto di ingegneria. L'artificio non è il contrario
della salute o della bontà, ma è la condizione stessa fondamentale per cui un
elemento diventa "edibile" e "nutriente" per la specie
umana.
Ricordare Ceccato in questo contesto è illuminante: svela come la
demonizzazione dell'operato umano sul cibo (sia esso la cottura dei fagioli, la
selezione dei cereali o la trasformazione delle materie prime) nasca spesso da un'errata
idealizzazione della natura, dimenticando che l'uomo è diventato tale
proprio grazie alla sua capacità di creare artificio.
Non è
importante ciò che è naturale o innaturale, ma quello che fa bene o fa male
all'uomo.
Questo è esattamente il punto
focale, sintetizzando in una frase ciò che la scienza e la medicina moderna
cercano di ribadire da anni.
La dicotomia "naturale =
buono" contro "artificiale / innaturale = cattivo" è
una fallacia logica (la cosiddetta appello alla natura). La natura non è buona
né cattiva, non è benevola né ostile: semplicemente è.
Il criterio di valutazione unico,
razionale e scientifico deve essere unicamente il bilancio tra benefici e
rischi per la salute umana.
La natura produce sia
veleni che rimedi
In natura esistono sostanze ed
alimenti estremamente tossici o mortali allo stato grezzo:
La cicuta, l'amanita
falloide, la stricnina e il veleno di vipera sono prodotti al
100% "naturali", ma letali.
Le aflatossine, muffe
naturali che si sviluppano sulle granaglie o sulla frutta secca conservata
male, sono tra i cancerogeni più potenti conosciuti.
Molti legumi, tuberi e frutti
crudi mantengono tossine naturali (lectine, alcaloidi, glicosidi cianogenetici)
sviluppate dalle piante proprio come difesa chimica contro gli erbivori.
L'artificio umano che
protegge e nutre
Al contrario, ciò che definiamo
"artificio", "tecnologia" o "intervento umano" è
spesso ciò che ci permette di sopravvivere e stare bene:
La cottura: Un processo del tutto "innaturale" che
scompone le tossine, denatura gli antinutrienti (come l'avidina dell'uovo o la
fitoemoagglutinina dei fagioli) e rende assimilabili amidi e proteine.
La
pastorizzazione e la sterilizzazione: Tecniche industriali che hanno eliminato piaghe storiche come la
brucellosi, il botulino o le infezioni letali da latte crudo.
La selezione
genetica e l'agricoltura: Hanno
reso edibili, nutrienti e privi di amaro o tossicità i frutti e i cereali che
in origine erano del tutto incommestibili.
Un criterio pragmatico:
salute e biodisponibilità
Sostituire la categoria ideologica
del "naturale" con quella pragmatica del "funzionale e
sicuro" cambia completamente la prospettiva:
Ciò che fa
bene: È un alimento o una sostanza (sia
essa una mela colta dall'albero, un piatto di fagioli ben cotti, o un
integratore purificato in laboratorio) che fornisce nutrienti ed energia senza
apportare tossine, riducendo i rischi di malattia e migliorando la fisiologia
dell'organismo.
Ciò che fa
male: È qualsiasi elemento che, a
determinate dosi o modalità di assunzione, provoca un danno biologico, uno
stato infiammatorio o un'intossicazione — indipendentemente dal fatto che sia
cresciuto spontaneamente nel bosco o sia uscito da un processo di trasformazione
industriale.
In definitiva, la domanda corretta
da farsi davanti a un piatto o a una scelta alimentare non dovrebbe mai essere
"È naturale?", ma sempre: "Come interagisce questa sostanza
con la mia biologia e quali effetti ha sul mio corpo?"
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