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sabato 5 settembre 2026

I clienti fidelizzati e quelli potenziali che ci fanno più complimenti sono proprio quelli che non comprano. Come mai? Premio di consolazione?

È uno dei classici grandi paradossi delle vendite: più sperticati sono i complimenti, più è alto il rischio che la trattativa finisca in un nulla di fatto.

Dietro questa dinamica ci sono meccanismi psicologici e comportamentali ben precisi, sia lato cliente che lato venditore.

1. La strategia di compensazione (Il "No" addolcito)

Sì, in molti casi è esattamente una forma di compensazione sociale. Le persone provano disagio a dire un "No" diretto o a deludere le aspettative altrui (specie se il venditore è stato professionale, preparato e cortese). Per controbilanciare il senso di colpa anticipato del rifiuto, il lead sovraccompensa ammucchiando complimenti: "Siete bravissimi", "Un prodotto eccezionale", "Un servizio eccellente". Nella sua testa, l'equazione è: "Ti sto dando valore come persona/professionista, così quando ti dirò di no non potrai esserci rimasto male".

2. Mancanza di intenzione d'acquisto o budget

Chi ha una reale intenzione di comprare ha anche frizione:

  • Fa domande scomode.

  • Solleva obiezioni su prezzo, tempi, integrazione o garanzie.

  • Negozia e cerca di tirare sul prezzo.

Chi invece sa già che non comprerà (perché non ha budget, non ha l'autorità per decidere o ha già un altro fornitore sotto banco) non ha nulla da perdere o negoziare. Non avendo l'ansia dell'investimento, può permettersi il lusso di essere estremamente generoso con le lodi.

3. La trappola della cortesia professionale (B2B e B2C)

Spesso il prospect confonde il valore teorico del prodotto con il valore reale per sé in quel momento. Trova l'idea fantastica, la presentazione ben fatta e il venditore simpatico, quindi esprime un giudizio estetico/qualitativo ("Che bel lavoro!"), ma non ha un bisogno urgente (pain point) da risolvere. Il complimento va alla soluzione in sé, non alla sua applicabilità immediata.

4. Il rischio per il venditore: il calo di pressione

I complimenti prolungati hanno un effetto anestetizzante sul venditore:

  • Fanno abbassare la guardia.

  • Fanno saltare la fase cruciale di qualificazione delle obiezioni.

  • Creano la falsa illusione che la chiusura sia un dato di fatto, impedendo di fare le domande "scomode" che farebbero emergere i veri ostacoli ("Cosa ci impedisce di partire lunedì?").

Come gestire il "troppo" entusiasmo

Quando un prospect inizia a profondersi in lodi sperticate, la contromossa migliore è smontare la cortesia con il pragmatismo:

  • "La ringrazio davvero, mi fa piacere. Ma di solito, quando sento così tanti complimenti, significa che c'è comunque qualcosa sotto che non convince del tutto o che non torna. Qual è il vero ostacolo per noi oggi?"

  • "Apprezzo molto, ma mi dica la verità: cosa ci impedisce di firmare l'accordo oggi stesso?"

Portare subito la conversazione sul piano della realtà mette il cliente alle strette in modo garbato, costringendolo ad abbandonare la maschera della cortesia e a tirare fuori il vero motivo del blocco.

#Vendite #B2BSales #PsicologiaDelleVendite #GestioneObiezioni #Commerciale
L′autore dichiara di non essere responsabile per i commenti inseriti nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell′immagine o dell'onorabilità di persone terze, non sono da attribuirsi all′autore, nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima o criptata. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62⁄2001. Le immagini pubblicate sono quasi tutte tratte da internet: qualora il loro uso violasse diritti d′autore, lo si comunichi all′autore del blog che provvederà alla loro pronta rimozione.

mercoledì 27 novembre 2019

Le capacità commerciali delle donne.

Le capacità commerciali delle donne sono stupefacenti. Ann Handley dice: "Trasforma il cliente nell'eroe della tua storia", sembra un'americanata da quatto soldi, in realtà racconta tutto della caratteristica principale della "Dhashtagonna Venditrice". Le donne che amano hashtagvendere sono poche, ma ognuna vale molti uomini venditori, perché le donne in generale sanno narrare e quindi emozionare. Creano fiducia nel cliente che vede passare davanti a sé tutto il film mentre lei racconta e...il protagonista è proprio lui, il Cliente.
Le donne, in grande maggioranza, quando sbagliano si hashtagautoflagellano, pertanto tendono essere precise, metodiche e affidabili. Non fanno come molti uomini che danno la colpa dei loro errori a qualcun altro. Arrivano agli appuntamenti sempre preparatissime sull'azienda e su chi devono incontrare.
Il problema è che purtroppo le donne, in grande maggioranza non amano vendere fuori dal negozio o con azioni aggressive, il cosiddetto outbound marketing (vendita fuori confine).
Preferiscono l'inbound marketing, cioè vendere attirando clienti nel proprio negozio.
Per fortuna Internet è venuto in loro soccorso infatti grazie all'e-commerce e al SEO, possono attirare clientela o vendere rimanendo all'interno dei loro negozi virtuali e reali.

Alla famiglia del Web Marketing appartiene il Search Marketing che è l'arma più potente dell'Inbound Marketing.
https://www.prismi.net/search-marketing/


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