domenica 4 ottobre 2026

Il Brasile oggi, tra Bolsonaro e Lula, Trump e i BRICS, Pentecostali e Cattolici.

La famiglia Bolsonaro è nettamente e storicamente più allineata con Donald Trump e con la destra sovranista nordamericana rispetto ai BRICS.

I motivi principali di questo posizionamento risiedono nell'ideologia e negli equilibri di politica estera:

1. Allineamento Ideologico e Personale con Donald Trump

  • Sintonia politica e "Trump delle Tropici": Jair Bolsonaro ha costruito gran parte del suo profilo politico sull'ispirazione all'agenda di Trump (America First, valori conservatori, scetticismo verso le organizzazioni multilaterali e retorica anti-establishment).

  • Canali diretti con il movimento MAGA: Eduardo Bolsonaro (figlio di Jair) funge da vero e proprio "ambasciatore" della famiglia a Washington. Ha legami stretti con l'entourage di Trump (come Steve Bannon) ed è stato presenza fissa a eventi conservatori negli Stati Uniti (CPAC).

  • Relazione bilaterale prioritaria: Durante la presidenza di Jair Bolsonaro (2019-2022), la priorità diplomatica del Brasile è stata la vicinanza strategica agli Stati Uniti.

2. Rapporto Diffidente con i BRICS

  • Scetticismo anti-comunista e anti-Pechino: I BRICS sono dominati dal peso economico e politico di Cina e Russia. Durante la campagna elettorale del 2018 e durante il suo mandato, Jair Bolsonaro e i suoi figli hanno spesso attaccato la Cina e l'influenza del Partito Comunista Cinese nel settore agricolo ed energetico brasiliano.

  • Pragmatismo forzato: Sebbene durante la presidenza Bolsonaro il Brasile non sia uscito dai BRICS (principalmente a causa dell'enorme dipendenza dell'agrobusiness brasiliano dalle esportazioni verso Pechino), il blocco è stato trattato con freddezza e pragmatismo economico, privandolo di qualsiasi slancio politico o ideologico.

Il contrasto con la visione di Lula

Nel dibattito politico brasiliano, l'appartenenza attiva ai BRICS e la spinta per un mondo multipolare (incluso il processo di de-dollarizzazione degli scambi commerciali) costituiscono un pilastro fondamentale della politica estera del Presidente Luiz Inácio Lula da Silva. La famiglia Bolsonaro e l'opposizione di destra promuovono invece un modello opposto, fondato sul riallineamento strategico con gli Stati Uniti e con il blocco occidentale.

La sfida presidenziale in Brasile vede contrapposti il presidente uscente Luiz Inácio Lula da Silva e Flávio Bolsonaro (senatore e figlio maggiore dell'ex presidente Jair Bolsonaro), che ha raccolto l'eredità politica della famiglia.

I dati emersi al primo turno del 4 ottobre e le prospettive in vista del ballottaggio del 25 ottobre tracciano il seguente quadro:

1. Il primo turno: Sorpresa e Vantaggio di Bolsonaro

  • I Risultati: Flávio Bolsonaro ha chiuso in testa con circa il 47,0% dei voti validi, staccando il presidente Lula che si è fermato al 45,1% circa.

  • L'andamento dello scrutinio: Nelle prime fasi dello spoglio, la destra del Partito Liberale sfiorava la soglia del 50% necessaria per chiudere la partita subito. Il recupero di Lula grazie alle regioni storicamente a lui favorevoli (soprattutto nel Nord-Est) ha impedito l'elezione diretta, rinviando la decisione al secondo turno.

  • Performance superiore alle attese: Il risultato rappresenta una sorpresa rispetto ai sondaggi della vigilia, confermando la radicata forza dell'elettorato conservatore e bolsonarista nelle aree centro-meridionali e ricche del Paese.

2. Punti di forza ed equilibrio politico

  • Il fattore Flávio Bolsonaro: Presentatosi in diretta continuità ideologica con il padre Jair (incapace di candidarsi per ineleggibilità), Flávio ha intercettato il voto della destra evangelica, del settore agroalimentare e dell'elettorato anti-sistema, ponendosi in posizione favorevole per il secondo turno.

  • La sfida di Lula: Il presidente uscente, a caccia del suo quarto mandato complessivo, deve ricompattare la sinistra e intercettare l'elettorato moderato urbano. Sconta tuttavia un clima di polarizzazione estrema e l'usura di governo su temi economici e di sicurezza.

3. La chiave del Ballottaggio (25 Ottobre)

  • Ago della bilancia: La vittoria dipenderà da come si distribuirà il circa 8% di voti andato ai candidati minori della terza via e del centro moderato.

  • Geografia del voto: Il Paese resta profondamente spaccato in due: il Sud e il Centro-Ovest sono roccaforti del centrodestra bolsonarista, mentre il Nord e Nord-Est sostengono prevalentemente il Partito dei Lavoratori (PT) di Lula.

Si preannunciano tre settimane di campagna elettorale ad altissima tensione, in cui la capacità di attrarre il voto degli indecisi e dei moderati determinerà chi governerà il Brasile nei prossimi anni.

Secondo i dati ufficiali dell'ultimo censimento dell'IBGE (Istituto Brasiliano di Geografia e Statistica), i cattolici rappresentano circa il 56,7% della popolazione brasiliana, mentre gli evangelici sono saliti al 26,9%.

Sebbene il Brasile rimanga il paese con il maggior numero di cattolici al mondo in termini assoluti, il panorama religioso sta attraversando una trasformazione storica ed estremamente rapida.

Il confronto in cifre e il trend storico



Gruppo ReligiosoCensimento 2010Censimento 2022Popolazione stimata
Cattolici64,6%56,7%~115 milioni
Evangelici21,6%26,9%~55 milioni
Senza religione8,0%9,4%~19 milioni

Dinamiche geografiche e demografiche

  1. Roccaforti regionali:

    • Il cattolicesimo è maggioritario nelle regioni del Nord-Est (63%) e del Sud.

    • Gli evangelici sono particolarmente concentrati nella regione Norte (dove superano il 36%, con picchi in stati come Rondônia e Acre oltre il 40%) e nel Centro-Oeste.

  2. Aree urbane e periferie: La crescita protestante (in particolare delle denominate chiese neopentecostali come l'Assemblea di Dio e la Chiesa Universale) è avvenuta principalmente nelle periferie delle grandi metropoli del Sud-Est (San Paolo e Rio de Janeiro) e tra le fasce di reddito medio-basse.

  3. Impatto politico: La crescita della comunità evangelica ha portato alla formazione del cosiddetto Bancada Evangélica (Fronte Parlamentare Evangelico), un blocco trasversale in Congresso molto influente su temi sociali, etici e politici.


La rapida espansione del protestantesimo (in particolare del movimento neopentecostale) a scapito del cattolicesimo in Brasile è un fenomeno sociale e demografico complesso, guidato da fattori religiosi, economico-sociali e comunicativi.

1. La presenza capillare e la "Teologia della Prosperità" nelle periferie

  • Risposta al disagio economico: Le chiese neopentecostali (come la Igreja Universal do Reino de Deus o la Assembleia de Deus) hanno intercettato le fasce di popolazione più vulnerabili, rurali o abitanti nelle grandi favelas e periferie urbane.

  • Ascesa sociale e disciplina: Attraverso la cosiddetta Teologia della Prosperità, queste comunità insegnano che la fede porta al successo materiale, all'affrancamento dalla povertà e all'autonomia finanziaria. Promuovono uno stile di vita rigoroso (astinenza da alcol, droga, gioco d'azzardo ed infedeltà) che spesso si traduce in un effettivo miglioramento delle condizioni economiche familiari.

2. Modello organizzativo e vicinanza comunitaria

  • Accessibilità del ministero: Diventare pastore evangelico non richiede lunghi anni di seminario o il celibato (come per i sacerdoti cattolici). Chiunque dimostri carisma e vocazione all'interno di una comunità locale può essere ordinato pastore, garantendo una leadership che parla lo stesso linguaggio ed è estrazione della stessa classe sociale dei fedeli.

  • Reti di mutuo soccorso: Le chiese evangeliche funzionano come veri centri di assistenza sociale integrata: offrono supporto per trovare lavoro, aiuto nei momenti di malattia, cura delle dipendenze e attività per i giovani, colmando il vuoto lasciato spesso dalle istituzioni statali.

3. Comunicazione moderna e Media

  • Uso pionieristico dei mass-media: Dai primi anni '90, i leader evangelici hanno investito massicciamente nell'acquisto di emittenti televisive (come Rede Record), stazioni radio e, più di recente, in un uso pervasivo dei social media e delle piattaforme di messaggistica.

  • Liturgia coinvolgente: A differenza della Messa cattolica tradizionale, i culti pentecostali sono caratterizzati da musica contemporanea (il genere Gospel è un'industria miliardaria in Brasile), testimonianze dirette, partecipazione emotiva e una forte componente comunitaria.

4. Le rigidità strutturali della Chiesa Cattolica

  • Carenza di sacerdoti: La Chiesa Cattolica soffre da decenni di una cronica mancanza di vocazioni. Il rapporto tra numero di sacerdoti e numero di fedeli è estremamente sbilanciato, il che rende difficile la presenza quotidiana e capillare del clero nelle sterminate periferie brasiliane.

  • Perdita di monopolio culturale: Negli ultimi decenni, il cattolicesimo è stato percepito da molti come una religione "ereditata" per tradizione ma vissuta in modo passivo, mentre la conversione al neopentecostalesimo rappresenta una scelta di fede attiva e identitaria.


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