La forma particolare dei tetti di Parigi, con quella pendenza caratteristica che crea un ulteriore piano abitabile, è dovuta proprio alla diffusione dei tetti "mansardati" (o a mansarda).
Ecco i motivi principali per cui questo stile è diventato un'icona parigina:
- Origine e il nome: Il tetto a mansarda prende il nome dall'architetto francese del XVII secolo François Mansart, che rese popolare questo stile che prevede una doppia pendenza: quasi verticale nella parte bassa e più dolce in alto.
- Massimizzare lo spazio (e le tasse): Storicamente, questa soluzione permetteva di sfruttare il sottotetto come spazio abitabile (spesso stanze per la servitù o studi d'artista, la cosiddetta "vita bohémien") senza che questo venisse conteggiato come piano intero nelle vecchie tassazioni edilizie.
- La riforma Haussmann (XIX secolo): Durante il grande riordino urbanistico di Parigi affidato al barone Haussmann sotto Napoleone III, lo stile mansardato fu standardizzato per gli edifici del "Secondo Impero", garantendo uniformità estetica e un tetto alto e abitabile.
- Materiali: Ardesia e Zinco: L'aspetto grigio-azzurro è dato principalmente dallo zinco (utilizzato nell'80% dei tetti) o dall'ardesia. Lo zinco fu scelto perché leggero, economico, facile da tagliare e modellare per coprire forme complesse, e resistente agli agenti atmosferici.
I tetti parigini sono oggi un elemento protetto, tanto che si sta discutendo il loro inserimento come Patrimonio Unesco
Oggi -dopo l'impiego della costosa ardesia e dello zinco- l'aspetto e la forma dei tetti si devono ai "bacs d'acier" (ovvero i fogli/vasche d'acciaio), ma nel caso specifico del centro storico di Parigi si tratta di bacs de zinc (fogli di zinco).
Gli artigiani che li realizzano e li montano si chiamano infatti couvreurs-zingueurs (copritori-zincatori).
Ecco come si collegano questi elementi:
- Il "Bac" (il foglio metallico): In francese, la tecnica di copertura con grandi lastre metalliche sagomate e giuntate tra loro viene definita a bacs. Oggi in edilizia industriale si usa moltissimo il sistema moderno chiamato Bacacier (lastre grecate in acciaio), ma nell'Ottocento a Parigi si usò lo zinco.
- La malleabilità dello zinco: Il barone Haussmann impose lo zinco proprio perché i fogli (bacs) erano leggeri, economici e talmente malleabili da poter essere piegati e adattati perfettamente alle curvature e alle forti pendenze delle mansarde.
- Un mestiere d'arte: Questo lavoro di piegatura, taglio e saldatura ad alta quota viene eseguito ancora oggi a mano. Il saper fare unico dei couvreurs-zingueurs e degli ornemanistes (gli artigiani decoratori) è stato ufficialmente iscritto nel Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità UNESCO.
Quindi, la forma a mansarda definisce la struttura geometrica in legno, mentre la tecnica dei fogli metallici (bacs) in zinco ne permette il rivestimento impermeabile grigio-azzurro che caratterizza l'80% della città.
Perché il grigio nei tetti francesi?
Sotto la spinta del Re Sole, alla fine del 600, gli architetti importarono la moda del grigio della città di Genova che era il modello architettonico dell'epoca.
Tra la fine del Seicento e il Settecento, Genova fu un modello di riferimento assoluto per l'Europa. Il legame tra la "Superba" e la pittura fiamminga olandese determinò una circolazione di gusti estetici che influenzò anche la Francia.
Ecco come si sviluppò questo intreccio artistico e urbanistico:
- Il Secolo dei Genovesi e i Fiamminghi: Nel XVII secolo, Genova visse una straordinaria stagione finanziaria e artistica, diventando una delle città più ricche del mondo. Grandi maestri fiamminghi come Peter Paul Rubens e Antoon van Dyck si stabilirono a lungo a Genova. Rubens rimase talmente impressionato dai palazzi patrizi (come quelli di Strada Nuova) da pubblicare nel 1622 ad Anversa il libro De Palazzi di Genova, che divenne il manuale d'architettura più imitato dai nobili del Nord Europa per costruire le proprie dimore.
- Il mito della "Città di Marmo" grigio-azzurra: Genova era celebre per l'uso dei contrasti cromatici e dei materiali lapidei. L'uso combinato del marmo bianco di Carrara e della pietra di Promontorio (una pietra calcarea grigio-azzurra tipica del territorio genovese) creava quel rigore monumentale e quelle facciate grigie, sobrie ma lussuose, che i viaggiatori stranieri descrivevano con ammirazione.
- L'influenza su Parigi (fine '600): Nel tardo Seicento, la Francia di Luigi XIV guardava all'Italia con un misto di competizione e ammirazione. Dopo il devastante bombardamento navale francese su Genova del 1684, il Doge fu costretto ad andare a Versailles per fare atto di sottomissione al Re Sole. Questo contatto ravvicinato intensificò l'importazione della moda e del gusto artistico ligure in Francia. La nobiltà parigina iniziò a imitare la solennità dei palazzi genovesi, apprezzando i toni sobri dei grigi e dei neri per distaccarsi dai colori più caldi del primo barocco romano.
- Pertanto esiste un filo diretto che collega la Cupola di San Pietro a Roma (e i modelli del Bernini e di Borromini) alle finestre delle mansarde di Parigi (lucarnes). La transizione di questi stilemi avvenne attraverso elementi precisi:
- L'Oeil-de-boeuf (L'occhio di bue): Le celebri finestre ovali o circolari che spuntano dai tetti parigini derivano direttamente dalle aperture decorative (oculi) utilizzate nei tamburi e nelle calotte delle cupole romane (in primis San Pietro) per alleggerire la struttura e far passare la luce. Gli architetti francesi presero questa intuizione e la "verticalizzarono" sulle pendenze dei tetti.
- I timpani sinuosi e spezzati: Se guardi la cornice di una finestra da mansarda parigina del Seicento o Settecento, noterai piccoli timpani curvi, triangolari o "spezzati", spesso arricchiti da volute laterali, conchiglie e ghirlande. Questo linguaggio plastico e dinamico è un'importante eredità del Barocco Romano, pensato originariamente per dare movimento alle facciate delle chiese di Roma e importato in Francia da maestri come François Mansart e Jules Hardouin-Mansart.
- La fusione nel Classicismo Francese: Mentre a Roma il Barocco esplodeva in forme concave e convesse estremamente teatrali, i francesi operarono un filtro. Presero la drammaticità romana e la inserirono in una griglia simmetrica e rigorosa. Il tetto a mansarda divenne così il compromesso perfetto: una base geometrica razionale coronata da finestre scultoree e decorate secondo il gusto italiano.
- Un esempio perfetto di questa fusione a Parigi è la cupola della Cappella degli Invalidi (progettata da Hardouin-Mansart), che unisce esplicitamente il modello della cupola di San Pietro all'uso decorativo delle finestre e degli ornamenti tipici del tetto alla francese.
I pittori del Nord fecero da "cinghia di trasmissione", diffondendo l'estetica genovese nei Paesi Bassi e in Francia, mentre la sobria combinazione di facciate chiare e coperture scure (l'ardesia a Genova, lo zinco e l'ardesia a Parigi) divenne lo standard dell'eleganza urbana europea.
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