Il "modulo lettera di trasferimento fondi" (o "lettera di trasferimento fondi") che si usa oggi in ambito bancario italiano non ha un inventore preciso, nel senso di una singola persona che l'ha creato.
Si tratta di un documento standardizzato nato dall'evoluzione storica degli strumenti di pagamento e trasferimento denaro. Ecco il quadro chiaro:
Origine storica principale
Lo strumento da cui deriva concettualmente è la lettera di cambio, inventata nel XII secolo (intorno al 1150-1200) in Italia, soprattutto dai cambiavalute / banchieri genovesi, e poi diffusasi enormemente grazie ai mercanti fiorentini e senesi (es. le compagnie dei Bardi, Peruzzi, Acciaiuoli, e più tardi Francesco Datini da Prato).
- Serviva proprio a trasferire fondi a distanza senza trasportare monete fisiche (troppo rischioso e pesante).
- Era una lettera/ordine scritto con cui un mercante dava disposizione a un corrispondente di pagare una somma a un beneficiario in un'altra città o nazione, spesso con cambio di valuta incorporato (da cui il nome "cambio").
Questo è considerato uno dei più grandi contributi italiani alla storia della finanza mondiale: ha reso possibili i grandi commerci medievali e rinascimentali.
Evoluzione verso il modulo moderno
- Dal XIX secolo in poi, con l'affermarsi delle banche moderne e del sistema postale/telegrafico, la lettera di cambio si è trasformata in strumenti più semplici: assegni, ordini di bonifico, mandati di pagamento.
- Il bonifico bancario vero e proprio (come lo conosciamo oggi) è diventato dominante nel XX secolo, soprattutto dopo la seconda guerra mondiale con l'informatizzazione.
- Il "modulo lettera di trasferimento fondi" che vedi oggi (spesso su carta intestata o PDF bancario) è semplicemente la versione burocratica/operativa dell'ordine di bonifico quando viene fatto per lettera invece che online o allo sportello. Non è un'invenzione recente, ma un adattamento pratico di quei vecchi ordini scritti.
In sintesi
- Nessun inventore singolo → è un'evoluzione collettiva.
- Chi ha "inventato" il concetto base → i banchieri e mercanti italiani del XII-XIII secolo, in particolare genovesi (primi a usarlo sistematicamente) e fiorentini (che lo diffusero in tutta Europa).
- Il modulo attuale è solo l'erede burocratico di quella lettera di cambio medievale.
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