http://www.cadremploi.fr/editorial/conseils/conseils-carriere/detail/article/prise-de-parole-soyez-aussi-percutant-quun-conferencier-ted.html#xtor=CS2-1003
Una conferenza TED è un uomo solo sul palco; un soggetto che parla -non sempre un grande pubblico- e nient'altro.
Eppure i video di questi interventi attirano milioni di persone in tutto il mondo.
Uno dei segreti del successo? I Coach TED preparano ogni personaggio che interviene.
Uno di loro, Didier Chambaretaud, spiega i retroscena di un allenatore TED per aiutarvi a essere efficaci conferenzieri nel caso doveste diventare protagonisti di un intervento TED.
Che cos'è TED?
Le conferenze TED (Technology, Entertainment and Design) sono una serie di conferenze internazionali che hanno l'obiettivo di trovare nuovi modi per risolvere i problemi globali difficili sfruttando i media, la tecnologia, l'imprenditorialità e, soprattutto, le idee.
Sono organizzate dal 2001 dalla Fondazione Sapling, una fondazione senza fini di lucro creata da un americano Chris Anderson. Tutti gli interventi nelle conferenze TED sono disponibili in video sul sito TED per diffondere queste idee, non a caso il suo slogan recita: "Ideas worth spreading" (le idee meritano di essere diffuse).
N°1 - la Scoperta
In preparazione di un evento TED, il futuro partecipante inizia con la presentazione completa dell'argomento al coach. Quest'ultimo, dopo aver ascoltato attentamente, lo aiuta ad identificare il messaggio da trasferire al pubblico. Ci può essere un solo argomento. "Avere un messaggio, è la chiave di tutto", spiega Didier Chambaretaud.
Per messaggio, s'intende quello che hai da dire di più potente, in una o due frasi.
Durante questa prima fase di preparazione, l'allenatore individua la "parola potente" un leitmotiv che può tornare più volte nel discorso, in particolare durante le transizioni, i passaggi tra le idee e alla conclusione, "perché a TED, si ripete molto", dice il coach.
Inoltre, anche una storiella, una barzelletta o una dimostrazione consentono di rilevare la presa del vostro intervento.
«Per esempio, il designer Tom Wujec è venuto a parlare di sistemi di pensiero sistemico nel mondo degli affari. Ma non parla di questo. Egli parla di un esperimento volto a chiedere alla gente di spiegare con un disegno come si prepara un toast. Raccontando le sue esperienze, egli conduce il pubblico a capire che cosa sia un pensiero sistemico prima ancora di pronunciare queste due parole.»
N°2 : La struttura della storia
Dopo il messaggio, l'attacco iniziale e la power phrase (parola potente) identificata, è tempo di formalizzare il proprio intervento. Ma attenzione, non sul piano accademico: "tesi, antitesi, sintesi." "La struttura del messaggio non ha molto a che fare con una dissertazione, con un saggio" avverte Didier Chambaretaud. Deve essere una storyteling, una narrazione.
In altre parole, dobbiamo pensare il suo discorso come una storia da raccontare.
Si inizia sempre con un gancio, un teaser "stuzzichino". Poi viene annunciato l'argomento, nel modo più semplice del mondo, con una frase del tipo "Vi dirò la soluzione per fermare lo scioglimento dei ghiacciai". Di seguito lo svolgimento della storia.
Chris Anderson, direttore della conferenza TED, insiste molto sulla necessità di lavorare passo dopo passo, in un video in cui spiega che cosa rende buono un monologo.
Dobbiamo preparare il terreno nel cervello dell'ascoltatore, dall'inizio alla fine, affinché il racconto possa avere l'impatto maggiore.
In termini di scrittura, sappiate che non c'è bisogno di scrivere il discorso stesso. "Io lo faccio registrandomi mentre sono al volante della mia auto", afferma Didier Chambaretaud.
I seguaci delle conferenze TED lo avranno notato: alcuni non esitano a fare le macchiette durante i loro interventi. "Si tratta di paradossi, barzellette che prendono in contropiede", dice il coach. Chris Anderson, però, avverte: "E 'molto bello, tutti proviamo piacere quando ci raccontano storie per farci ridere ... ma purtroppo non tutti possono farlo".
N°3 : La ripetizione
Non ha senso imparare il testo a memoria, dice l'allenatore. La prima frase, l'ultima e la "power phrase" sono abbastanza. "La cosa importante è di essere in sintonia con il pubblico".
Ma ciò non impedisce di lavorare, al contrario.
Per il tempo di parola, Didier Chambaretaud raccomanda di fornire il 50% in più di tempo rispetto al tempo di lettura del testo.
Esempio 10 minuti di lettura o di recita a memoria e 15 di improvvisazione.
"Abbiamo bisogno di questo lasso di tempo per dare spazio all'improvvisazione", spiega. Per l'improvvisazione, il coach intende presenza scenica, rapporto con il pubblico.
Un altro consiglio per parlare in pubblico, è fare delle pause. "A volte sono indispensabili 2-3 secondi, sembra un'enormità quando sei sul palco, ma agli occhi del pubblico, siete uno che sta riprendendo fiato, ma se ben fatto può avere grande dimensione drammatica.
Anche il gesto deve essere studiato.
Il pubblico non ama i tic, li evidenzia, bisogna assolutamente evitarli", dice Didier Chambaretaud.
Il mezzo può anche essere un video, un oggetto, un elemento di sfondo, musica, ecc.
L'essenza di TED, è che non ci sono regole, solo grandi principi: semplicità, la storia, l'emozione, la credibilità di chi parla, la concretezza e l'inaspettato.
E' proprio quello che serve per un efficace Personal Branding:
- Avere una sintetica Storytelling
- Poi utilizzarla per posizionare il proprio Personal Brand, con l'aiuto di chi è del mestiere, ma anche di amici e conoscenti che stimiamo.
L′autore dichiara di non essere responsabile per i commenti inseriti nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell′immagine o dell'onorabilità di persone terze, non sono da attribuirsi all′autore, nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima o criptata. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62⁄2001. Le immagini pubblicate sono quasi tutte tratte da internet: qualora il loro uso violasse diritti d′autore, lo si comunichi all′autore del blog che provvederà alla loro pronta rimozione.
Nessun commento:
Posta un commento
L′autore dichiara di non essere responsabile per i commenti inseriti nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell′immagine o dell'onorabilità di persone terze, non sono da attribuirsi all′autore, nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima o criptata. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62-2001. Le immagini pubblicate sono quasi tutte tratte da internet: qualora il loro uso violasse diritti d′autore, lo si comunichi all′autore del blog che provvederà alla loro pronta rimozione.