mercoledì 25 luglio 2012

Occuparsi del marketing senza vendere è come cucinare senza assaggiare né annusare il cibo che si è preparato. Oppure come parlare di un autore senza averlo letto (cosa fequentissima tra gli "intellettuali" italiani).

Ho studiato il marketing nell'ultimo biennio di specializzazione in impresa e mercato.
In seguito, nel mondo del lavoro,  ho redatto e supervisionato materiale pubblicitario, il cosiddetto marketing operativo.
Poi, da product manager, ho messo in pratica il "marketing strategico": dall'idea al prodotto prezzato sullo scaffale.
Alla fine però ho sentito il bisogno di battere il marciapiede, cioè vincere la pigrizia e l'insicurezza e finalmente vendere.
Solo dopo aver venduto si può veramente capire intimamente il marketing. le risposte dei clienti finali e dei grossisti sono i famosi BISOGNI da cui tutto nasce.
In realtà sono stato ancor più privilegiato perché ho anche comprato: dalle materie prime: siliconici e poliuretanici; ai prodotti finiti: membrane elastomeriche rivestite in rame o alluminio.
Un'azienda seria non può mettere a capo del marketing chi non ha mai venduto in vita sua.
Riconosco subito chi redige informative commerciali, ma non sa vendere. No possiede la famosa empatia.

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