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venerdì 18 settembre 2020

POLITICALLY CORRECT, OVVERO COME SI MANIPOLANO LE COSCIENZE



Studiando i miei genitori, ormai novantenni, ho notato che gli anziani man mano che perdono il BUON SENSO, vengono pervasi dal Senso Comune, dal pregiudizio (alimentato dai mezzi di comunicazione), che è il cancro inestirpabile di tutte le società.
Nel capitolo XXXII, dei Promessi sposi Manzoni scrive: “Il buon senso c’era ma se ne stava nascosto per paura del senso comune”.
La paura è lo strumento massimo di MANIPOLAZIONE delle coscienze. Il politicamente corretto è l'innesco della paura di non conformità sociale.
Mentre nell'età preindustriale erano necessari secoli per creare un "senso comune" (pregiudizio), nell'epoca dell'Informazione sono sufficienti pochi passaggi mediatici, come insegna la demodoxalogia (*vedi link sotto).

La sociologa tedesca Elisabeth Noelle-Neumann affermava che se un cittadino ha un parere, ma tutti  gli altri sono di parere opposto al suo, costui entra nella spirale del silenzio. Per questo nella lotta al potere si è sempre tentato di intimidire e ammutolire i singoli, per omologare la massa. 


Quindi tutto parte dalla sudditanza psichica, come si innesca? Attraverso la DISSONANZA COGNITIVA, detta anche ROTTURA DELLA COERENZA INTERIORE.

Se tu cittadino isolato, pensi una determinata cosa, se la tua anima profonda è convinta di un determinato valore, ma il MAINSTREAM (Pensiero Dominante, creato da TV e Social, sotto la spinta politica, militare e finanziaria dello "Stato" o delle oligarchie) afferma principi diversi, ti vergogni di quello che pensi, ti senti escluso. 

Questi tuoi complessi di colpa ti portano ad INDEBOLIRE LA TUA COSCIENZA.
Il passo successivo è che sposterai i tuoi paletti, i tuoi valori.

Interessanti gli studi di psichiatri canadesi che intervistavano gli spettatori all'ingresso dei Cinema. Poi ne filmavano di nascosto il comportamento; quelli che si erano dichiarati più tolleranti, nel buio della sala, cercavano di stare lontani dagli spettatori in sedia a rotelle. Vuoi per un preteso senso di superiorità (ho già dato, mi sono uniformato al pensiero dominante), vuoi perché non avevano superato l'alienazione e per una volta, non visti dagli altri, erano sinceri: sono venuto per divertirmi non voglio pensare ad altro che allo spettacolo.

Spesso ci sono dei motivi assolutamente nobili dietro questa ACCELERAZIONE DEL PROGRESSO, come la chiamo io, ma delle volte si tratta di vere e proprie GUERRE PSICOLOGICHE tra nazioni e tra fazioni dentro la stessa nazione. Sun Zu diceva: “Il meglio del meglio non è vincere cento battaglie su cento, bensì sottomettere il nemico senza combattere.”
Una forma sottilissima ed efficacissima di sottomissione, che non ha bisogno di indottrinamento nelle scuole, nei templi o nelle carceri, ma è nell'aria che si respira. 

C'è chi diventa alienato e chi si rinchiude in una tribù con gente che la pensa come lui e che ha scelto di vivere in una riserva.
Quando una tribù diventa folla (oclocrazia)... o il Potere porta delle correzioni o avvengono le rivoluzioni.


Interessante analisi sul caso della modella di Gucci.

Il caso di Armine Harutyunyan, la modella armena scelta da Gucci nel 2020 e definita provocatoriamente "brutta" da parte del pubblico, rappresenta un esempio perfetto di dissonanza cognitiva applicata al consumo e all'estetica.

Ecco un'analisi dei meccanismi psicologici attivati da questa scelta di marketing:
1. Il conflitto tra schemi mentali
La dissonanza cognitiva nasce quando un nuovo stimolo contraddice una credenza consolidata (schema).
  • Credenza preesistente: "L'alta moda è sinonimo di bellezza canonica, simmetria e perfezione indiscutibile."
  • Nuovo stimolo: Gucci propone un volto dai tratti marcati, naso pronunciato e sopracciglia folte, definendolo "bello" o meritevole di rappresentare il lusso.
  • Risultato: Lo spettatore vive un disagio psicologico perché le due informazioni non possono coesistere senza mettere in discussione il proprio concetto di "bello
2. Strategie di riduzione della dissonanza
Per eliminare questo fastidio, il pubblico ha adottato diverse strategie psicologiche:
  • Svalutazione della fonte (Body Shaming): Molti utenti sui social hanno reagito con insulti e critiche feroci (body shaming) verso la modella. Sminuire lo stimolo "irregolare" permette di mantenere intatto il proprio ideale di bellezza tradizionale senza doverlo mettere in discussione.
  • Razionalizzazione: Altri hanno interpretato la scelta di Gucci non come una dichiarazione estetica, ma come una pura operazione di marketing o di "politicamente corretto" (inclusività forzata), riducendo la dissonanza a un calcolo economico.
  • Cambiamento di atteggiamento: Una parte del pubblico ha invece accettato la sfida, integrando il concetto di "bellezza non convenzionale" nel proprio sistema di valori, evolvendo verso una visione più inclusiva della moda.
3. La dissonanza come strumento di Brand Awareness
Dal punto di vista del brand, la dissonanza cognitiva è un'arma potente:
  • Effetto Memoria: Gli stimoli dissonanti attirano più attenzione e vengono ricordati più a lungo rispetto a quelli che confermano le aspettative.
  • Posizionamento: Gucci, sotto la direzione di Alessandro Michele, ha usato Armine per ribadire la propria identità di brand "intellettuale" e di rottura, costringendo il pubblico a parlare del marchio per risolvere il conflitto interiore generato dall'immagine.
In sintesi, la "modella di Gucci" non è stata un errore estetico, ma un deliberato innesco psicologico volto a scuotere le certezze dello spettatore, trasformando la reazione emotiva in visibilità globale.
Questa prima interpretazione è quella più soft ma per alcuni è un esempio di tentativo di manipolazione delle coscienze per verificare quanto la sottocultura del politically correct possa veramente condizionare l'opinione pubblica. Quindi quanto veramente il cittadino medio possa entrare nella spirale spirale del silenzio Come diceva la Neumann

L'esempio di Armine Harutyunyan per Gucci si presta perfettamente a questa interpretazione: può essere letto come un esperimento di "ingegneria del consenso" o, in termini sociologici, come un test di resistenza per misurare l'efficacia della Spirale del Silenzio (teoria di Elisabeth Noelle-Neumann).
Ecco come si articola questo tentativo di condizionamento attraverso il politically correct:
1. Il meccanismo della Spirale del Silenzio
Secondo questa teoria, le persone tendono a nascondere le proprie opinioni se percepiscono che queste sono minoritarie o "socialmente inaccettabili", per paura dell'isolamento.
  • L'azione di Gucci: Proponendo una modella che sfida i canoni classici sotto l'ombrello dell'inclusività, il brand stabilisce un "clima d'opinione" dominante (quello dei media e delle élite culturali).
  • La pressione sociale: Il cittadino medio, pur trovando la modella esteticamente non conforme ai propri gusti, si trova davanti a un dilemma: se critica la scelta, rischia di essere etichettato come "bullo", "superficiale" o "poco evoluto".
  • Il risultato: Molti scelgono il silenzio o l'assenso pubblico ("È una bellezza particolare, molto intensa"), anche se in privato pensano l'opposto. Questo silenzio rafforza la percezione che l'opinione "politicamente corretta" sia quella della maggioranza.
2. La manipolazione attraverso il "Dilemma Morale"
La sottocultura del politically correct opera spesso una fusione tra estetica e morale:
  • Non ti viene chiesto se la modella sia "bella" (giudizio soggettivo), ma se tu sia "inclusivo" (valore morale).
  • Se rifiuti l'immagine, non stai rifiutando un vestito o un volto, stai rifiutando un valore morale condiviso. Questo è il fulcro della manipolazione: trasformare un dissenso estetico in una colpa etica.
3. La verifica del condizionamento
Il "test" di Gucci serve a verificare quanto il pubblico sia disposto a negare l'evidenza dei propri sensi pur di conformarsi alla norma sociale:
  • Reazione A (Conformismo): L'individuo adotta il linguaggio del brand, ignorando la propria percezione visiva per sentirsi parte della "minoranza illuminata".
  • Reazione B (Polarizzazione): Chi non accetta la pressione reagisce con rabbia estrema (il body shaming di cui parlavamo). Questa rabbia è utile al brand perché conferma che lo stimolo ha colpito nel segno, creando uno scontro che genera rumore mediatico.
4. Il ruolo della "Minoranza Rumorosa"
In questo esperimento, i media e gli influencer agiscono come il "nucleo duro" (hard core) della teoria della Spirale: una minoranza che non teme l'isolamento e che, parlando costantemente di inclusività, riesce a cambiare il clima d'opinione o, almeno, a ridurre al silenzio la maggioranza dei critici.
In sintesi, il caso Gucci è stato un termometro per misurare quanto la pressione al conformismo possa sovrascrivere il senso comune, dimostrando che il timore della disapprovazione sociale è spesso più forte del proprio giudizio estetico indipendente.



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