Sono arricchito da ogni sua narrazione. Ci aiuta a vedere il futuro della comunicazione, senza il tanfo ideologico che hanno molti giovani giornalisti, ahiloro, già vecchi.
Nel suo atteggiamento impassibile, "mutatis mutandis", alla Buster Keaton, c'è sempre una vena di speranza e di ottimismo.
Perché il futuro - forse - è dei giornalisti e non dei giornali
http://granieri.blogautore.espresso.repubblica.it/2012/05/11/perche-il-futuro-forse-e-dei-giornalisti-e-non-dei-giornali/#respond
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