(...)
L'irato si mitìga per tre cose:
O dolce rispondendo,
O col tacere,
O col partirsi fin che l'ira pose.
Gli occhi umani, quando sono irati,
Accecan l'alma del giusto vedere,
Remota stando da atti beati.
(...)
In pratica il Grande Marchigiano aveva intuito, 750 anni fa, che ci sono vari gradienti dell'Ira.
In base al livello di incazzatura:
LIVELLO BASSO: rispondere con dolcezza.
LIVELLO MEDIO: NON RISPONDERE, ascoltare, senza guardare con compassione né sguardo di sfida.
LIVELLO ALTO: ANDARSENE, GIRARE I TACCHI, fino a quando l'altro non si sia calmato. Difronte al furore della "rabbia narcistica", si rischiano le botte, "ci vuole la neurodeliri col punturone", come diceva una mia cara amica.
Per Dante la cultura può modellare gli uomini.
Per Cecco, fondamentalmente laico, è la natura che prende sempre il sopravvento, per questo bisogna conoscere bene il mondo e studiare dei rimedi.
Hanno ragione entrambi: la scoperta dei neuroni specchio ha dimostrato che l'avversione per il "diverso", il gioire per le pene del nemico, o del "cattivo", anche solo vedendo un film, è connaturata nell'animo umano.
Ma non possiamo disconoscere che la cultura, la religione, le regole morali, hanno una funzione determinante nell'attenuare la nostra indole selvaggia.
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